Relazione Dott. Pacucci durante il Seminario del 10 Maggio 2014

La postura

La postura rappresenta l’atteggiamento che il nostro corpo assume nello spazio in relazione al nostro rapporto con l’ambiente esterno. Essa rappresenta un mezzo di comunicazione tra il nostro mondo interiore e quello che ci circonda.

Ne consegue che la postura risente anche del nostro atteggiamento psicologico nei confronti degli altri e, comunque dell’ambiente che ci circonda.

L’equilibrio posturale è il risultato dell’elaborazione a livello corticale (cerebrale) di numerose informazioni recettoriali (visive, plantari, uditive, tattili, muscolari, vestibolari, dentali, dalle articolazioni temporo-mandibolari, etc) che consentono di far arrivare ai centri cerebrali importantissime informazioni provenienti sia dall’ambiente esterno che dall’ambiente interno al fine di mantenere l’equilibrio e regolare l’assetto del corpo. Questo significa che i diversi sistemi recettoriali sono strettamente correlati tra loro e, pertanto sono in grado d’influenzarsi reciprocamente.

Il corpo umano può essere considerato un sistema biomeccanico, costituito da tre unità funzionali posturali:

  • La mandibola e il cranio, collegati dall’ATM;
  • La cintura scapolo-omerale, con le articolazioni acromio-clavicolare, sterno-clavicolare e scapolo-omerale;
  • La cintura pelvica, con le articolazioni sacro-coccigea, sacro-iliaca e ileo-femorale.

Queste unità funzionali sono collegate da due raccordi:

  • Il tratto cervicale
  • Il tratto toraco-lombare

Disfunzioni o scorrette posizioni a carico di una delle unità, spesso si ripercuotono sulle altre, provocando inclinazioni o curve di compenso dei segmenti vertebrali di collegamento.

relazione-pacucciNe deriva che lo squilibrio posturale ė il risultato di una serie di eventi complessi che prevedono vari compensi al fine di rispettare tre priorità fondamentali: equilibrio, confort (non dolore) ed economia (risparmio energetico).
Quindi possiamo affermare che la nostra postura è influenzata da:

  • squilibri dell’occlusione, masticazione, fonazione e deglutizione, del sistema vestibolare, di quello visivo, dell’appoggio plantare;
  • traumi, fratture, interventi chirurgici, presenza di cicatrici, problematiche dei denti (granuloma, denti devitalizzati, etc…), problematiche viscerali.
  • una componente genetica e costituzionale.

L’insieme delle caratteristiche morfologiche e fisiologiche di un individuo, vengono convenzionalmente ricomprese nella definizione di costituzione. Anche se solo in parte, essa è frutto di ciò che ognuno eredita come programma psico-fisico-emozionale in cui sono di fatto inclusi i caratteri fisici (soma) geneticamente determinati e le potenzialità psicoemozionali.

Non c’è nessun dubbio che la sola lettura in chiave neurofisiologica e biomeccanica non può dare una visione completa del complesso fenomeno posturale perchè essa è altresì l’espressione del proprio modo di gestire le emozioni ed i propri rapporti interpersonali.

Essa è strettamente legata alla vita emotiva fino ad esserne l’espressione stessa per il mondo esterno, non solo attraverso la mimica facciale e gestuale, ma anche attraverso la disposizione corporea nel suo insieme. Infatti determinate situazioni emotive che viviamo quotidianamente possono essere la causa di blocchi somatici che allo stesso modo di un trauma fisico comporteranno compensi in altre parti del corpo.