Relazione di A. Poliseno durante il Seminario del 10 Maggio 2014

Che cos’è il comportamento.

Negli ultimi cento anni, il significato del termine comportamento è molto cambiato. Ultimamente si traduce il termine comportamento come espressione del linguaggio non verbale del corpo (insieme di azioni e atteggiamenti con cui l’individuo esterna la propria personalità rapportandosi agli altri e all’ambiente), oppure come  il modo di reagire del nostro corpo in rapporto a delle variazioni fisiche.

schienaQuesto è il significato del termine, noi invece dobbiamo cercare di comprendere il senso della parola comportamento in connessione con la postura.

Per chiarezza dobbiamo comprendere che il  comportamento è un insieme di manifestazioni  prodotte  da  due condizioni.

Prima condizione: quella FISICA.

E’ osservabile e corrisponde al modo in cui l’ individuo risponde a determinate situazioni esterne.

Seconda condizione: quella EMOZIONALE.

Quella fisica comprende il corpo:  nervi, tessuti e muscoli. E perché proprio queste parti specifiche del corpo ?!

Perché sono  tessuti capaci di risposta al riflesso di attivazione attraverso il Sistema nervoso centrale, un riflesso istintivo pulsante di cui l’organismo è fornito, e che rende questi tessuti  muscolari e nervosi, capaci di una  caratteristica funzionale di espansione e di contrazione.

Di espansione quando la nostra fisicità si sente in una condizione di sicurezza, mentre di contrazione quando la nostra fisicità si sente in pericolo oppure in condizioni di scelte di azioni come la fuga, l’attacco.

Il riflesso di attivazione viene attivato dal nostro Sistema  nervoso ogni qual volta l’individuo si sente oltraggiato, cioè a rischio con qualcosa che va oltre il suo limite di tolleranza a quel determinato stress emotivo.

Il  limite di tolleranza alla condizione di stress emotivo è soggettivo, in risposta alla propria  base biologica, genetica e dalla  somma delle esperienze che ci  hanno fatto sentire oltraggiati.  Esperienze che possono incominciare già dai primi giorni di vita del bambino.

Le risposte di attivazione hanno una loro gradualità in base al continuum e alla loro entità.

Ne posso uscire superato con una acquisizione di forza fisica e interiore che può determinare una certa caratteristica tessutale di resistenza e consistenza,  oppure mi determinerà  in una caratteristica fisica di retrazione o di compensazione.

Per cui la sensazione di oltraggio alla mia sicurezza, attiva quel riflesso di attivazione che porterà ad una condizione di atteggiamento comportamentale fisico ed emotivo che caratterizzerà  per me individuo, la modalità in cui io mi riconosco sicuro nel mio mondo esterno, ma  è anche vero che essendo un comportamento anche fisico per cui visibile, sarà anche il modo comportamentale con cui il mondo esterno mi vede e mi riconosce.

La continuità e  l’intensità  degli eventi che oltraggiano la mia sicurezza faranno sì che il mio comportamento trattenuto nel tempo diventi postura comportamentale.

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Pertanto quando si parla di postura, noi stiamo parlando dell’ insieme della struttura fatta di tessuti  muscolari connettivali  e nervosi, che sulla base delle esperienze di vita si organizzano in cambiamenti porta mentali (la parte fisica)  e comportamentali  (la parte emotiva – cognitiva)  che daranno l’espressione posturale alla struttura.

Pertanto ora comprendiamo perché è fallimentare pensare ad un cambiamento della postura senza lavorare quelle resistenze fisiche ed emotive che sostengono quella condizione posturale. Sarebbe come fare un botulino ad una ruga, ovvero contribuirò a rendere sempre meno fluida la mia espressività posturale che è data dalla somma dei miei atteggiamenti emozionali e fisici.

Quell’atteggiamento porta mentale di convenienza  per sentire nel minor modo possibile la mia emozione di fronte a quella condizione di oltraggio che nel tempo ho dovuto sostenere.

L’adeguamento adattivo del corpo al pensiero ci porta in una condizione di portamento cronico, strutturando forme posturali che agiranno per compromissione e convenienza di risparmio energetico verso quelle forze biodinamiche che ogni giorno interagiscono di fronte alla forza di gravità.

La scelta di movimenti e adattamenti verso l’azione o non azioni, passa attraverso un processo sinergico tra pensieri emozioni e movimenti del corpo. Mente  e movimento,  forma ed espressione del  movimento, sono la connessione intima e indissolubile della complicità sinergica di mente e corpo.

Allora forse qualcuno di voi si starà chiedendo: ma perché cambiare una postura se alla fine mi è servita per convenienza di adattamento ?

Da un punto di vista biologico, gli organi le viscere ed i muscoli, necessitano di uno spazio adeguato alla loro libera e ottimale attività da svolgere. Tutto ciò che comprime il tessuto sopra di essi, come tensioni muscolari e forme scorrette di quei tessuti e muscoli, nel tempo influirà verso una compromissione energetica della corretta funzionalità di quegli organi e muscoli.

Compromissione che nella sua cronicità si rifletterà sul mio benessere psico fisico ed energetico favorendo sempre più squilibri adattivi fisiologici che continueranno a portare risposte sul mio  comportamento e pertanto movimento posturale.