Relazione D.ssa Sannelli durante il Seminario del 10 Maggio 2014

L’espressione delle emozioni

Mettendo insieme le teorie , le definizioni che meglio esprimono il concetto di emozione sono le seguenti:

Si definisce EMOZIONE “quella complessa catena di eventi compresa tra la comparsa dello stimolo scatenante ( input o evento ) ed esecuzione del comportamento rispondente”

 Le EMOZIONI sono, essenzialmente, impulsi ad agire; in altre parole piani d’azione dei quali ci ha dotato l’evoluzione per gestire in tempo reale le emergenze della vita. La radice stessa della parola emozione è il verbo latino MOVEO, «muovere», con l’aggiunta del prefisso «e» («movimento da»), per indicare che in ogni emozione è implicita una “tendenza ad agire” (Goleman, 1995).

Il concetto di emozione occupa un notevole spazio in Psicologia sia perché ci sono molte teorie in merito, sia perché sull’argomento ci sono stati notevoli discussioni ed infine perché quando si parla di emozioni ci si accorge che ci sono in gioco molti fattori.

Oggi gli indicatori di malessere emozionali sono tantissimi dai disagi giovanili, alla violenza contro le donne, ai crimini che si commettono per finire al notevole incremento dei disturbi d’ansia e depressione.

Quindi qual è il collegamento tra emozioni e comportamento e postura?

 L’emozione collocandosi al centro tra un evento e l’azione che ne consegue possiede tutte le potenzialità di modificare la relazione tra organismo ed ambiente, poichè provocano uno stato di attivazione fisiologico , che varia al variare dell’intensità con cui l’emozione viene provata. Tutto ciò va bene finchè ci muoviamo all’interno di emozioni positive, ma purtroppo spesso non è così, piuttosto molte volte nell’arco della vita ci troviamo a dover affrontare eventi difficili, talvolta stressanti, altre volte traumatici, per cui lo studio delle emozioni permette “ la valutazione della traumaticità di un evento attraverso le caratteristiche dell’evento stesso più la predisposizione individuale.” Ogni persona, ed ogni suo evento traumatico ha bisogno di un proprio tempo, un proprio spazio e di particolari cure e attenzioni per potersi rimarginare in modo appropriato. Ed il corpo di ognuno di noi reagisce in modo differente ad uno stesso identico danno.

Per cui un evento traumatico, connotato di emozioni negative a seconda delle caratteristiche di personalità può prendere due strade :

  • la prima direzione è quella che le percezioni ed emozioni disfunzionali vengono elaborate dai meccanismi innati di elaborazione dell’informazione del nostro cervello fino a portarle ad essere digerite;
  • la seconda direzione perseguibile consiste nel perdurare delle reazioni emotive, fisiche e psicologiche disturbanti.

Questo quadro sintomatologico se trascurato può diventare un disturbo “ Post traumatico da stress” perché si percepisce che qualcosa si è bloccato dopo l’evento e nulla sarà mai più come prima.

Le espressioni del viso e le attitudini corporee

Se è evidente che le emozioni si manifestano sul viso, in modo particolare a livello degli occhi e della bocca, gli studi su questo tema mettono in evidenza che queste sono molto difficili da interpretare.

Quando presentiamo delle foto di persone che mostrano sorpresa, paura, collera… a dei soggetti affinché li commentino, le risposte sono molto diverse. Il lessico che ci permette di nominare le emozioni, è molto vasto, e riconoscere le emozioni manifestate da una persona presenta delle grandi difficoltà, se queste non si associano ad un’espressione verbale. “Le espressioni del viso essendo sempre un poco ambigue, è normale che tutto quello che fornisce degli indizi supplementari faciliti l’identificazione delle emozioni.” (Fraisse e Piaget, 1975, pagina 157).

Bisogna prendere ugualmente in considerazione i movimenti delle mani e la postura del corpo. In caso di paura, di sorpresa, le mani fungono spesso da protezione. In quanto al corpo, gli si accorda spesso poca attenzione, ma è il riflesso del modo di essere di una persona.

La conservazione corporea globale, il modo di tenersi più o meno dritto o curvato, segno di scoraggiamento, più o meno flessibile o rigido, riflesso della tensione, fino al movimento delle gambe e dei piedi che sono anch’essi molto significativi. Una persona può, in effetti, fare attenzione e controllare la propria mimica facciale, ma il controllo interesserà raramente l’insieme delle parti del corpo, tanto queste ultime sono spesso nascoste.

Questi diversi elementi permettono di comprendere perché delle immagini statiche sono difficilmente interpretabili: “la discriminazione delle reazioni espressive è molto superiore quando queste sono presentate in modo dinamico” (Fraisse e Piaget, 1975, pagina 158). In un film, anche breve, le espressioni corporee sono molto più facili da interpretare che su di una foto.

Importanza di comunicare

Studi sempre più numerosi evidenziano l’importanza di riuscire a comunicare le proprie emozioni, sia verbalmente che attraverso la gestualità del corpo.

L’incapacità nel farlo costituisce un vero e proprio disturbo, l’alessitimia, responsabile dell’origine di patologie psicosomatiche, tra i quali l’ansia, le malattie della pelle, alcuni disturbi gastrointestinali, alcune forme di diabete, di asma, i disturbi alimentari

E’ stato inoltre dimostrato che il non rendersi conto di provare emozioni porta le persone ad assumere comportamenti nocivi per la salute, ad esempio l’abuso di sigarette, alcool o psicofarmaci sono tentativi di tenere sotto controllo la propria tensione o disagio quando non si riesce ad alleviarli diversamente.

Per poter comunicare ed esprimere le proprie emozioni e superare eventi o traumi difficili esistono :

  1.    COMPETENZA EMOTIVA
  2.    INTELLIGENZA EMOTIVA

La prima è una competenza soggettiva  che può essere sviluppata a seconda del lavoro che facciamo o delle esperienze a cui siamo sottoposti.

Si definisce  COMPETENZA EMOTIVA la capacità di saper tener conto delle qualità emotive in molti aspetti della nostra vita e questa capacità è essenziale ed importante nei rapporti interpersonali ma anche intrapsichici.( Carolyn Saarni).

L’INTELLIGENZA EMOTIVA la possediamo tutti e come l’intelligenza può essere misurata scientificamente come per l’intelligenza ed è quella competenza che consente di riconoscere il significato delle emozioni e la loro relazione reciproca, di ragionare sulle emozioni e di risolvere i problemi che coinvolgono le emozioni .

 “Non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi

Antoine de Saint-Exupéry.