Counsellor “metodo Focusing”

Interrogare il corpo per cambiare la mente  (Eugene T. Gendlin)
Il Focusing come strumento e valore aggiuntivo al counselling a mediazione corporea.

a cura della Dr.ssa Adriana Poliseno

Il Focusing è un metodo amico che ascolta il corpo. Un metodo olistico che vede la relazione in termini di processo.
Eugene Gendlin, (filosofo, psicoterapeuta statunitense) arricchisce l’Approccio Centrato sulla persona, studiando, osservando e applicando,  il concetto di ascolto del flusso esperienziale (experiencing) che appartiene ad ogni individuo, e al quale ognuno di noi  può rivolgersi attraverso l’ascolto del proprio corpo. L’effetto del processo di focusing, è di portare alla luce, piccoli pezzi nascosti di conoscenza personale, fino alla sensazione sentita. Il cambiamento corporeo, la trasformazione della sensazione sentita, è il nucleo del processo.*

Utile in tutte le volte che non riusciamo a prendere decisioni chiare, perché coinvolti in una emozione che ci attanaglia, per:

– liberare blocchi emotivi imbrigliati nel corpo;
– gestire meglio  i conflitti emotivi e fisici;
– potenziare l’autoregolazione e accettazione di se integrando corpo e mente;
– comprendere quello che veramente si sente e si vuole

 L’aspetto essenziale del focusing è il processo corporeo dinamico che viene attivato, che  permette di comprendere e scoprire i significati impliciti della propria esperienza che può esprimersi nel disagio. Il processo punta il suo obiettivo nel contattare una particolare esperienza corporea, chiamata da Gendlin  “felt – sense”, ovvero la sensazione significativa. La sensazione sentita “significativa”, non è un’emozione, è ciò che  nasce prima dell’emozione, in quanto rappresenta la costruzione fisiologica dell’emozione.

L’emozione nasce da una processo di attivazione biologica e  fisiologica, che si esprime al termine del processo di attivazione, mentre la sensazione significativa, è nel mezzo tra l’attivazione biologica fisiologica e l’emozione stessa. Ciò che noi riconosciamo come emozione, ed il valore che ne diamo ad essa, ne è conseguenza della somma delle nostre esperienze che hanno attivato un tale processo biologico e fisiologico, e  pertanto  con quella emozione ci riconosciamo, o riconosciamo l’importanza che può avere per ognuno di noi in quanto memoria della nostra storia.

Ogni individuo, in base al proprio  vissuto storico, davanti ad una  stessa emozione può non  percepirla o riconoscerla come tale. Qualsiasi approccio di lavoro sull’emozione, che non modifica il luogo in cui il disagio emozionale viene generato, non facilita la trasformazione di quell’emozione anche sul piano fisico (corpo),  il quale è contenitore delle nostre emozioni, oltre che generatore,  e governatore del portamento delle nostre emozioni.

La sensazione significativa viene lavorata attraverso un processo di sei passaggi, e cioè:
– prepararsi nel creare uno spazio nei nostri pensieri, per il suo ascolto;
– sentire il disagio, e/o  il  problema,  riconosciuti  con quella sensazione significativa;
– trovare un simbolo che si interfaccia con la sensazione significativa percepita;
– confrontare il simbolo con la sensazione corporea significativa;
porre delle domande alla sensazione significativa;
– dare accoglienza alla nuova percezione, per favorire la sua evoluzione e riconoscimento.

Ogni cambiamento corporeo porta ad una trasformazione. Una trasformazione che può consistere nella sensazione di  un semplice sollievo fisico, oppure dalla possibilità di una maggiore attivazione energetica favorevole per un cambiamento di direzione delle nostre azioni, o di portamento del nostro disagio, dovuto alla nuova percezione di se.

Il focusing non è parlare a se stessi, ma è restare insieme al proprio corpo per raccogliere la sensazione significativa e ascoltare il suo processo.

Il focusing non è un processo analitico, ma è una comunicazione con l’ascolto  della  saggezza fisiologica ed energetica del corpo.

Il focusing è una abilità che si sviluppa attraverso una formazione guida,  non è una tecnica terapeutica. Secondo Gendlin, ognuno di noi ha la capacità di attivare dentro di se il processo per aiutarsi all’ascolto corporeo.

*  Dal testo “Focusing” di Eugene T. Gendlin

etgEugene T. Gendlin, è stato colui che per primo ha descritto il “Focusing”, creandone un metodo. Per anni è stato collaboratore di Carl Rogers all’università di Chicago. Professore dell’Università di Chicago, ha ricevuto per tre volte riconoscimenti dalla American Psychological Association,  per il suo contributo allo sviluppo della Psicoterapia Esperienziale.  Autore del libro “Focusing”, pubblicato nel 1978 negli Stati Uniti. Riconosciuto come uno dei maggiori filosofi e psicologi americani contemporanei. Le sue riflessioni, che lo porteranno a sviluppare il metodo Focusing,  nascono dal suo intenso lavoro di terapeuta e dall’osservazione delle differenti risposte dei suoi pazienti alla terapia. Con la sua equipe registrò ed esaminò centinaia di sessioni di lavoro terapeutico, fino a giungere alla conclusione che, l’esito più o meno positivo della terapia, non dipendeva dall’orientamento o dall’abilità del terapeuta, ma la differenza stava in quello che i pazienti facevano durante le sessioni. E cioè, il loro modo particolare di esprimersi, la capacità di stare in contatto con una sensazione vaga e difficile da spiegare,  che percepivano nel corpo mentre parlavano, e le parole adeguate che ricercavano. Osservazioni che lo portarono a comprendere la forte connessione tra corpo, mente e relazione.

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Promozione del Benessere Bio-Energetico

a cura della Dr.ssa Adriana Poliseno

Sinergia di metodiche applicative, di attività di movimento corporeo che promuovono il benessere psicofisico, incontri di gruppo per accompagnare il cliente verso una promozione della cultura personale e dell’integrazione mente/corpo. Una vasta possibilità di scelta in base al proprio bisogno e capacità. Percorsi per sentirsi integrati nelle proprie capacità energetiche ed espressive.